«Fu Bernardino Telesio uomo di acuto ingegno, di profonda dottrina e di socratici costumi, ma nondimeno sentì acerbamente la morte di suo figliuolo che gli fu senza colpa ucciso. Torquato per volernelo consolare gli addimandò se quando il figliuolo non era al mondo egli si doleva che non vi fosse. Il Telesio rispose che no. Dunque, soggiunse il Tasso, perché vi dolete ora che non vi sia? Volle contro un filosofo dispregiatore degli antichi valersi degli argomenti dei sofisti 1».

Biografia

Bernardino Telesio nasce verso la fine del 1509 a Cosenza, figlio di aristocratici del luogo. Compie i primi studi con lo zio Antonio Telesio, umanista, con cui lascia la Calabria e attraversa l’Italia, facendo tappa a Milano, Roma e Venezia. Studia filosofia, matematica, astronomia e filosofia morale a Padova, ma rimane insoddisfatto dagli insegnamenti della filosofia aristotelica. Nel 1553 torna a Cosenza e all’interno dell’Accademia Cosentina inizia ad elaborare le teorie filosofiche, proponendo l’osservazione e lo studio della natura e fondando di fatto un nuovo movimento filosofico, l’empirismo. Tra i filosofi che seguiranno le sue teorie ci sono sia Tommaso Campanella che Giordano Bruno: Telesio non subirà però le persecuzioni da parte della Chiesa e le accuse di eresia che patiranno i due filosofi, grazie alla protezione di Papa Gregorio XIII. Nel 1565 si trasferisce di nuovo a Roma ed inizia a pubblicare la sua opera principale, De rerum natura juxta propria principia, che suscita molte critiche e, alla morte di Telesio, finirà per essere inserito nell’Indice dei libri proibiti dalla Chiesa. Telesio muore a Cosenza nel 1588.

Il pensiero

L’opera di Telesio rappresenta uno dei momenti più significativi del naturalismo rinascimentale; il suo pensiero è fortemente caratterizzato da un acceso antiaristotelismo e dall’aspirazione a costruire una sapienza tutta umana, capace di indagare la natura e scoprire «quanto il senso rivela e quanto è raggiungibile per somiglianza del sensibile» (Proemio all’ed. 1586 del De rerum natura).

In opposizione alla dottrina aristotelica degli elementi e del moto, costruita su ragionamenti a suo parere arbitrari, Telesio rivendica l’importanza della sensibilità quale fonte primaria ed esclusiva di ogni conoscenza: di qui il programma di costruire una fisica «iuxta propria principia», secondo quei principi, cioè, che operano all’interno stesso della natura. La natura infatti agisce in modo costante, «concordando sempre con sé stessa», producendo sempre gli stessi fenomeni.

E la natura si presenta come costituita da due principi, il caldo e il freddo, nature agenti, forze attive che ineriscono a un sostrato inerte, la materia. Tutti gli esseri naturali sono dunque costituiti da una stessa materia passiva e da due principi attivi che producono il nascere e il morire di tutte le cose.

Il conoscere intellettivo non soltanto è legato alla sensibilità, ma è propriamente una forma di sentire, sicché anche l’uomo è allineato sotto questo aspetto con gli altri esseri naturali. Tuttavia c’è nell’uomo, oltre allo spiritus di cui tutti gli esseri naturali partecipano, un’anima razionale creata direttamente da Dio: due ordini interferiscono così nell’uomo, per cui egli è legato alla sfera della natura ma ha anche una tensione verso il soprasensibile, agisce secondo una morale naturale del piacere (che garantisce l’autoconservazione) e insieme secondo una morale che conduce a Dio.

Tutto il sistema telesiano appare sospeso tra il meccanicismo e il sensismo postulati dall’indagine naturalistica, e le sue esigenze di sincero credente. Nelle sue ipotesi fisiche e cosmologiche un certo finalismo finisce con l’innestarsi sulla tendenza originaria a limitare la conoscenza all’ambito dell’empiria, mentre la provvidenza divina si affaccia a dirigere l’azione meccanica degli elementi.

La stessa ammissione dell’esistenza di un’anima coincidente con il calore materiale e di un’anima intesa come sostanza spirituale e immortale presente soltanto nell’uomo rappresenta una soluzione vacillante all’annosa questione dell’immortalità dell’anima tanto discussa nel Rinascimento.

MonumenTO

Eseguita nel 1914 da uno dei maggiori artisti napoletani del fine Ottocento, Achille D’Orsi, la scultura si trova in piazza XV marzo. Rappresenta il famoso filosofo cosentino Bernardino Telesio in atteggiamento pensoso con in mano una penna e nell’altra un libro. La scultura si trova la centro della piazza su un piedistallo di granito silano e sui due bassorilievi vediamo il filosofo mentre insegna e il suo arresto quando era giovane, mentre in pochi avranno notato la scritta “CAVSARVM COGNITIO” incisa sullo schienale della sedia su cui è assiso, sunto del pensiero del filosofo cosentino.

Fonti:

eccellenzecalabresi.it

treccani.it

1^Giambattista Manso, La vita di Torquato Tasso, Tipografia di Alvisopoli, Venezia 1825