Netflix ha l’insuperabile e costante capacità di proporre prodotti originali degni di nota, abbracciando ormai tutto il mondo.

Nel collage delle produzioni del colosso streaming mancava l’Africa, mancanza colmata con Queen Sonoventata di aria fresca nel panorama seriale, un modo differente di raccontare una storia che non si narra così spesso.

Siamo lieti di creare questa serie originale con Netflix e siamo super entusiasti della loro innegabile capacità di portare questa storia sudafricana nostrana ad un pubblico globale. Crediamo che la Regina Sono aprirà le porte a storie più fantastiche da questa parte del mondo”, ha detto la creatrice Kagiso Lediga.

Queen Sono: Recensione della nuova Serie TV originale Netflix

Info e trama

Queen Sono è la prima produzione originale sudafricana commissionata dallo streamer, anche se non la prima a debuttare, lo scorso anno ha infatti esordito Shadow.

Si tratta un thriller-drama di sei episodi creato da Kagiso Lediga e prodotto da Tamsin Andersson per Netflix. Si è aggiudicato il ruolo di protagonista, Pearl Thusi, nota per l’interpretazione di Dayana Mampasi in Quantico.

La protagonista Queen lavora sotto copertura per un’agenzia di spionaggio sudafricana, dedita a proteggere il popolo africano dalle minacce e dai pericoli. Quando non si ritrova a far fronte al crimine, la protagonista deve occuparsi della sua vita personale di figlia in cerca di verità, oltre che spia governativa.

La voglia di riscattarsi

La serie vuole emergere, cambiando la visione del genere thriller come lo conosciamo: attraverso la qualità estetica sensazionale approccia un tema originale e poco trattato.

Vediamo quindi, in una splendida cornice sudafricana, una fotografia ed un’ambientazione degni di nota, resa ‘pura’ ai nostri occhi, attraverso inquadrature che enfatizzano con superbia la bellezza del Sudafrica. È un aspetto molto importante della serie, che la caratterizza e la differenzia dalle altre del genere.

 La vera perla però sono i temi affrontati, situazioni che da sempre tormentano il popolo africano. Vediamo dunque intrecciarsi il desiderio di libertà, il retaggio colonialista e il riscatto dalla delinquenza.

  1. Il desiderio utopico di una nazione libera: un progetto concretizzato in parte da Nelson Mandela, uomo simbolo dell’uguaglianza e dell’antirazzismo, ma rimasto ancora incompiuto, creando un vortice di insoddisfazione in una popolazione, sempre più stanca dei soprusi subiti;
  2. L’orribile retaggio del colonialismo e del razzismo, un marchio difficile da estirpare e troppo presente nella realtà di oggi;
  3. La corruzione e la delinquenza, considerati come la normalità. Insoddisfazione e disuguaglianza creano un malcontento da appoggiare gruppi di terroristi, considerati liberatori, con pericolosi legami internazionali.
Queen Sono: Recensione della nuova Serie TV originale Netflix

Una trama a doppio filo

La creatrice Kagiso Lediga ci propina una doppia trama velata, ma abbastanza convincente. 

La trama principale tratta le operazioni della Special Operation Group, organizzazione segreta che ha come obiettivo quello di proteggere il Sudafrica da ogni sorta di minaccia, una in particolare: Ekaterina Gromova, proprietaria della società militare Superior Solutions. 

La trama secondaria è la morte della madre di Queen, nota attivista politica. Sono passati 25 anni, ma Queen in fondo sa che la vicenda che aleggia intorno la sua morte è ben lungi dall’essere conclusa.

Non limitandosi alla trama politica, la produzione ha mixato il dramma personale della protagonista con una spalla comica d’eccellenza: la nonna di Queen, Mazel (Abigail Kubeka).

Sicuramente l’obiettivo della produzione è stato quello di creare un personaggio variegato, creando un mito: una giovane ragazza tormentata dai fantasmi del passato, impegnata della sicurezza della nazione ed incapace di esternare le proprie emozioni.

Potremmo quasi definirla una Walker Texas Ranger al femminile: un personaggio iconico, risoluto e ben costruito. 
Nonostante alcuni elementi un po’ banali che la caratterizzano, Queen Sono funziona bene nel contesto della serie e gli aspetti “già visti” non ne inficiano la visione.

Considerazioni finali

Queen Sono è una serie funziona bene e che riesce a soddisfarci. Troviamo un setting meraviglioso, una doppia trama che caratterizza il personaggio principale. È subito chiaro come la serie vuole differenziarsi dalle altre del suo genere: non tanto per la trama, ma attraverso la forza dell’estetica e delle tematiche trattate.

Queen Sono è una serie è “nella terra di mezzo”: da una parte una trama rivista, dall’altra momenti di vivacità e interesse.

Uno show innovativo nel trattare tematiche importanti con competenza, attraverso un impatto visivo degno di nota.

Trovatemi recensione anche nel sito Mad for Series.

Classificazione: 3 su 5.